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| Il Fiore di Bodhidharma » Riflettendo » Saggezza della compassione | |
| Inviato il 23/01/2010 19.34.54 | |
| Riflettendo... La Riflessione Credo che non si possa esprimere compassione verso un'altra persona finché non l'abbiamo pienamente provata anche per noi stessi. Solo una volta che la compassione per noi stessi e per la nostra condizione umana sia stata profondamente percepita e sperimentata internamente, solo allora, penso che possa anche sgorgare, generosa, verso gli altri. Invece, a molti di noi, è stato insegnato a non provare compassione per sé, mentre molti soffrono. Ma in realtà, conoscere il proprio dolore, comprendere che è lo stesso dolore di ogni essere senziente e che solo si esprime in modo differente, fa si che la compassione fiorisca in noi in modo naturale e spontaneo. Maestro di Dharma - Chi non prova compassione per se stesso, chi esige di non avere alcun difetto, non sa accogliere l'umana condizione che induce a sbagliare, non sa accogliere le altrui imperfezioni perchè ritrova la propria autointolleranza e crede di non essere compreso. Non sono gli altri a giudicarci, a separare e a biasimare ma come eco la nostra mente fa rimbombare il nostro disagio. Abbracciare la nostra sofferenza, accogliere il nostro limite è comprendere che gli altri fanno quanto possono, non ha senso aspettarsi di più, ha invece senso comprendere ed accogliere in altri il nostro stesso limite per lavorare sulla sofferenze con serenità. Poetyca L'insegnamento Saggezza della compassione Realizzare ciò che chiamo saggezza della compassione, significa vederne con assoluta chiarezza i benefici, così come anche i danni che il suo opposto ci ha arrecato e ci arrecherebbe. Dobbiamo fare una chiara distinzione fra ciò che rappresenta l'inetresse del nostro ego e ciò che rappresenta il nostro vero ed ultimo interesse. La sofferenza proviene dallo scambiare erroneamente l'uno con l'altro. Sogyal Rinpoche Si confonde il passo di chi non sa cosa realmente cercare: equidistanza ad armonia trovano origine dal non avere aspettative e dall'accogliere con cuore compassionevole la bellezza dei doni che costantemente riceviamo anche quando sentiamo l'esigenza di reagire perchè non comprendiamo ancora la nostra lezione. Dalla profonda osservazione nasce l'opportunità di osservare che direzione prendere per lasciare attaccamenti ed aspettative, rabbia e recriminazione costante che ci fanno calcare la via della sofferenza. Poetyca - 23.01.2010 Poetyca Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it |
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