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| Il Fiore di Bodhidharma » Riflettendo » Quando sono buddhista? Quarta parte | ||
| Inviato il 16/01/2010 16.00.15 | ||
| Riflettendo... La Riflessione Siate costantemente consapevoli, senza interruzione. Quando la mente attenta è presente, coglie la natura senza forma di tutte le cose. Maestro Tao-hsin (580-651) Presenza ininterrotta, sfocando il mormorio della mente ed essere aperti a tutto per cogliere essenza viva è non avere parole, non avere concetti, non avere false interpretazioni ma entrare nell'essenza pura di una realtà che è e della quale intersiamo con compassione e serenità, senza smettere di essere - qui ed ora. Poetyca L'insegnamento Quando sono buddhista? Quarta Parte Sono buddhista quando supero il torpore e la pigrizia nella pratica. Sono buddhista quando apro la mia mente. Sono buddhista quando non sono ciò che credo di essere. Desmond Chiong Siate come uno specchio: aperti,equanimi, capaci di flessibilità momento dopo momento. Siate spazio per abbracciare tutto e per esser con tutto, senza imprimere un'immagine precisa senza fissità ma con la capacità di mutare ogni istante con armonia. Siate respiro che riempie ogni spazio e che sa prendere ogni cosa senza setacciare o scelta ma con la serenità di chi sa che la vita è ogni momento bellissima scoperta che si offre e della quale essere grati. Poetyca 16.01.2010 Poetyca Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it |
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| Inviato il 21/01/2010 20.21.22 | ||
| senza smettere di essere - qui ed ora. <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Soprattutto questo è importante. Grazie Poetyca D. |
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| Inviato il 21/01/2010 22.17.07 | ||
Grazie caro Daniel, importante ma non facile....sino a quando sapremo camminare con compassione, con attenzione profonda e gratitudine per ogni cosa che accade in noi, con il prezioso contributo degli altri che ci permettono di crescere. Un sorriso Daniela |
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| Inviato il 10/02/2010 12.41.22 | ||
| Buongiorno. E' da qualche tempo che sfoglio questo sito nel quale sono capitata per caso, e magari poi mi presenterò nel forum adatto. Volevo solo dire una cosa a proposito di questo argomento: "Quando sono buddhista?" per chiedere: è poi così importante saperlo? A prima vista mi verrebbe da dire "Sono buddhista quando smetto di cercare di essere buddhista" ovvero, credo che definirsi sia proprio contrario al senso stesso del buddhismo. Ho sempre fuggito chi si definisce: "noi cattolici, noi italiani, noi di questo o quel partito..." il NOI presuppone un ALTRI, una separazione che proprio contrasta con la parte bella e affascinante del buddhismo che è invece l'unione con tutto l'universo. Magari non ho capito nulla e mi sono persa parti del discorso: scusatemi e... gassho a tutti. |
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| Inviato il 10/02/2010 17.52.57 | ||
| Mah, a me non sembra che fosse un modo di definirsi. Bensì un modo come un altro di insegnare delle pratiche, ponendo luce su dei comportamenti "abili". Poi, per carità, la forma nella quale il maestro si è espresso può piacere o meno... Un saluto, Taebi |
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| Inviato il 10/02/2010 19.25.45 | ||
ma, scusate, in ogni caso viviamo anche in quella che si chiama "realtà storica", nel relativo. e da questo punto di vista non mi scandalizzerei tanto se certe differenze si vedono e vengono evidenziate. Non mi sembra proprio che buddhisti, cristiani, islamici ecc. vedano le cose nello stesso modo, nè che si comportino e si siano comportati nello stesso modo in passato. L'unione di tutto l'universo è anche separazione nell'apparire molteplice dell'universo. Direi che "noi e gli altri" ci può stare, in un'ottica di realtà storica. E, dalpunto di vista della pratica, sapere quando sono veramente buddhista, cioè quando sto veramente vivendo la pratica, è molto, ma molto utile! Ciao, Annie |
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| Inviato il 13/02/2010 13.11.53 | ||
| Direi che "noi e gli altri" ci può stare, in un'ottica di realtà storica. <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Forse si, forse no. Meglio essere prudenti con certi atteggiamenti. Non si tratta di NOI e ALTRI, ma di quale pratica le persone sono pronte a percorrere. La Realtà è sempre disponibile a farsi comprendere. Ma non possiamo che percorrere la Via che riusciamo a vedere. _/|\_ Taebi |
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| Inviato il 20/02/2010 22.44.16 | ||
| Un ottimo modo per verificare la nostra pratica, è osservare quanto siamo pazienti. Se la pazienza sgorga naturale, insieme alla compassione, siamo sulla strada giusta, siamo praticanti veri. Se siamo poco pazienti, o se siamo pazienti per timore delle conseguenze immediate, allora c'è qualcosa da rivedere... Un saluto a tutti, Daniel |
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| Inviato il 21/02/2010 14.37.10 | ||
Al contrario se avvertiamo disagio, nervosismo, mancate aspettative e senso di rivalsa o timore di non essere " abbastanza" confrontandoci sempre con gli altri qualcosa non ci permette di essere conpassionevoli e temiamo di non essere accolti per come siamo. Iniziare da noi stessi, valorizzando ogni nostra parte e ricordando che nulla va estirpato ma trasformato è una via saggia per iniziare la pratica interiore: spesso attribuiamo ad altri cause che nascono dalle nostre stesse insicurezze e paure. Un sorriso Daniela |
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