
|
| Il Fiore di Bodhidharma » Riflettendo » lo spegnersi della candela......... | |
| Inviato il 20/12/2009 16.28.43 | |
| Oggi ero seduto davanti ad una di quelle candele piccole, rotonde, che si possono usare anche galleggianti. Ho assistito al suo graduale spegnimento, una metafora della nostra vita e dell'impermanenza. Spesso ho avuto momenti di stanchezza, rabbia, per l'attaccamento che sperimentavo, nel senso che dopo quasi tre ore ero stanco, quindi mi attaccavo all'idea di conseguire il risultato: assistere allo spegnimento. Ma anche se non ci sono arrivato, ho percepito i vari momenti di questa esperienza come rafforzamento della determinazione scaccia pigrizia. Ed infine ancora respiro, a differenza della candela quasi estinta. E devo usare tutti questi respiri come occasioni! Alberto |
|
| Inviato il 20/12/2009 18.59.00 | |
| Caro Alberto, quella della candela - portatrice di luce - destinata ad estinguere la sua fiamma, è una lotta impari, comunque la fiamma si spegnerà. Lo stesso essere attaccati alla rabbia, alle aspettative, alla costruzione di tante illusioni, credendo tutto duraturo - non ha senso. Essere capaci di non attaccamento, di quella serenità di chi tutto accoglie come profonda realtà ( senza nubi illusorie) da accettare per come essa è. Purtroppo accogliere la realtà senza aspettative è un lavoro difficile da accogliere, ma fondamentale per essere liberi e capaci di compassione. Un sorriso Daniela |
|
| Inviato il 20/12/2009 19.14.44 | |
| Siamo proprio sicuri che la fiamma si "estingua"? E il calore che ha sparso nell'ambiente? Il fumo che è salito in alto? La luce che ha inviato nello spazio, nei tuoi occhi che guardavi e che dalle retine è passata al tuo cervello, alla tua memoria e nelle parole che hai scritto? No, non esiste lo zero in natura. Nulla scompare, tutto continua. Buona continuazione! _/|\_ Taebi |
|
| Inviato il 20/12/2009 20.17.57 | |
| Una canzone Vajra Lama Ghendun Rimpoche La felicità non può essere trovata attraverso un grande sforzo e volontà ma è già presente, nel rilassamento e nel lasciare andare. Non sforzarti non c’è niente da fare. Qualunque cosa sorga nella mente non ha nessuna reale importanza, perché non ha una qualsivoglia realtà. Non attaccarti a essa non identificarti con essa e non giudicarla. Lascia che l’intero gioco accada da sé balzando in alto e ricadendo come onde — senza cambiare o manipolare alcunché — e ogni cosa svanisce e riappare, magicamente, senza fine. Solo la nostra ricerca della felicità ci impedisce di vederla. È come un arcobaleno che insegui senza mai riuscire a raggiungerlo. Quantunque non esista, è sempre stato là e ti accompagna in ogni istante. Non credere nella realtà di esperienze buone e cattive esse sono come l’arcobaleno nel cielo. Volendo afferrare l’inafferrabile, ti stanchi inutilmente. Non appena apri e rilassi questa presa ecco uno spazio aperto, invitante e confortevole. Perciò usa questa spaziosità, questa libertà e agio naturali. Non cercare più oltre. Non andare nella fitta giungla in cerca del grande elefante che è già quietamente a casa. . Non c’è niente da fare, niente da forzare, niente da volere — e ogni cosa accade da sé. |
|
| 1 | |
|