Il Fiore di Bodhidharma » Riflettendo » Chi è il mio maestro?
Poetyca
Inviato il 06/12/2009 15.17.33
  Un caro amico in una conversazione circa l'essere nel Dharma mi disse:

" Se mi chiedono se sono buddhista rispondo di non esserlo" .

Comprendo il suo punto di vista e lo sento simile al mio sentire,
questo perché se ti rivestono di un' aspettativa o di qualcosa che rientra negli " ismi" significa che ti stanno imprigionando e una persona in continua evoluzione non è statica ma vive la pratica apprendendo e comprendendo se stessa. Non si segue un dogma ma una via possibile per entrare dentro di sé e per lasciare andare tutti gli atteggiamenti ( in noi) capaci di creare condizioni di sofferenza - in noi e verso gli altri.

Lo stesso vale per il detto " Se incontri in Buddha uccidilo" dove egli è visti come la zattera che aiuta ad attraversare il fiume ma che in secondo tempo va abbandonata per non avere un peso inutile.

Ottimi gli insegnamenti, i precetti e quanto ci educhi ad un migliore percorso,
ma " citare a memoria" senza pratica non ha senso alcuno.

La pratica è nella nostra vita - la vita è maestra, con le sue opportunità di applicazione di quanto appreso e di confronto diretto:

Ogni persona è viva e flessibile, capace di scegliere - qui ed ora - la corretta azione agli eventi per non gettare semi non salutari e per comprendere le proprie inclinazioni facendone terreno vivo di apprendimento.

Dove incontri la tua sofferenza puoi incontrare la giusta soluzione per crescere.

Lo stesso vale per il famoso detto di Dogen circa il dito e la luna.

Io apprezzo molto l'esistenza del Maestro, una persona che ha trovato illuminazione e realizzazione ma quella " buddhità" presente in tutti, che per la scuola Chan o Zen è già " accesa", dunque si è già " nella corrente", semplicemente si deve manifestare la vera natura, avere un Maestro è avere chi ti scuote per " accendere l'interruttore".

Avere eccessivo attaccamento al Maetro, uniformarsi a lui è qualcosa che per chi non ha autostima induce a non lavorare profondamente ed indipendentemente, non si sa lasciare la zattera.

Una storiella buddhista racconta di un Maestro che aveva il vezzo di sollevare il dito per indicare qualcosa di non descrivibile a parole, un suo allievo che lo amava molto iniziò ad imitarlo e dietro alle spalle spesso ripeteva il gesto di alzare il dito.
Un giorno il Maestro se ne accorse e senza dire nulla prese la spada e tagliò il dito al suo allievo: il dolore fu devastante e il ragazzo rimase incredulo, tutti intorno erano sconvolti per quanto il Maestro avesse fatto per un'innocente imitazione.

Il Maestro con calma disse al suo allievo: Adesso solleva il dito mozzo!
Il suo allievo che amava molto il maestro fece un grande sforzo, sopraffatto dal dolore e sollevò il dito mozzo verso il cielo, in quel momento avvenne la sua illuminazione.

Dunque imitare, credersi il maestro perché si scimmiottano le sue gesta non è essere come lui ma se si è capaci di fare cose che imitano ma al contempo sono originali - perché un retto sforzo le alimenta - allora si è nuovi e veri.

Essere nuovi e veri è essere capaci di comprendere cosa sia corretto e manifestarlo attraverso la nostra assimilazione e originalità.

Sii te stesso e sarai felice!

Un sorriso
Daniela

Taebi
Inviato il 09/12/2009 14.41.29
  Se mi chiedono se sono buddhista rispondo di non esserlo

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Effettivamente è una domanda che anche a me mette in imbarazzo.

Rispondere si, porta che ha posto la domanda a credere tutta una serie di cose su di me, solo perché se le immagina aderenti a quell’”essere buddh-ista”.

Tuttavia, anche rispondere “no” è sbagliato, più o meno per lo stesso motivo e in più perché sostanzialmente così affermerei una non verità.

Dipende un po’ da chi chiede, naturalmente.
Se è una persona aperta, o magari intuitiva, tento una risposta non verbale, ad esempio una volta abbracciai una signora che me lo chiese e forse lei capì...

Un’altra volta risposi con un sorriso e l’interlocutore mi fissò senza ulteriori domande...

Se la persona, invece, si aspetta una risposta verbale, posso dirle che “anche dire che l’acque è l’acqua, alle volte non è vero”...

Magari c’è la possibilità di esplorare l’argomento al di là di un si o un no.

_/|\_
Taebi

casualmente
Inviato il 09/12/2009 16.33.04
  Ho un amico caro anzi carissimo a dir poco, che considero un vero praticante.
Ha iniziato il suo percorso da adolescente, ed ha dedicato tutta ed ogni meandro della sua vita al dharma (la cosa è assai visibile). Gli anni di pratica costante (nella sua tradizione l'impegno è davvero enorme) sono quasi 40.
Eppure mi dice sempre: "Magari lo fossi!".
Tanto spesso ho invece ho udito praticanti rinfacciare ad altri i loro anni di pratica gloriandosene.


casualmente
Inviato il 09/12/2009 23.31.41
  Rileggevo e temo di non aver compreso bene questo primo post del thread nel modo in cui mischia le due tematiche del dirsi buddhisti e del maestro.

"la vita è maestra"
Questo è vero, ed è una affermazioni che può essere fatta da tutti e chiunque.

Il buddhismo, o meglio il buddhadharma, però, considera fondamentali
- la tradizione
- la trasmissione
- il lignaggio
- il maestro/insegnante (il solo tramite possibile di una trasmissione)

Cambiano sensibilmente gli accenti da tradizione a tradizione, ma mai è prevista la totale assenza di un maestro attraverso il quale possa avvenire una "trasmissione" valida.

Poetyca
Inviato il 10/12/2009 19.26.37
  Grazie Taebi per la tua personale esperienza e come ti poni di fronte alle altrui attenzioni.

Nella prima risposta di Casualmente è interessante cogliere come si possa manifestare la propria presenza attenta e profonda " nel dharma" e come questo sia palese dal modo di essere della persona.

Vorrei formulare che il senso del tread iniziale è quello di non scivolare negli " ismi" ( dogmatismi) ma di portare in una corretta pratica ( nel quotidiano) il vivere in armonia, nell'accogliere la realtà come essa è, senza tentare di giudicare o confrontarsi con gli altri come se si facesse una gara o come se si avesse stringesse un etichetta.

" Essere buddista " si formula nell'essenza e non nelle apparenze

Essere compassionevoli è un modo di essere - con tutti.

Un sorriso
Daniela

casualmente
Inviato il 10/12/2009 21.30.50
  Scusami,
ma secondo te
cosa significa esattamente
"essere buddhisti"?

Tu sei buddhista?

Daniel
Inviato il 11/12/2009 17.27.56
  Scusami,
ma secondo te
cosa significa esattamente
"essere buddhisti"?

Tu sei buddhista?

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Ti sei sciacquato la bocca duecento volte?

D.

Annie
Inviato il 11/12/2009 19.39.50
 
CITAZIONE (casualmente del 10/12/2009 21.30.50):

Scusami,
ma secondo te
cosa significa esattamente
"essere buddhisti"?

Tu sei buddhista?


La domanda "tu sei buddhista" è sempre intrigante.. -)
Quando me la fanno mi sembra che mi chiedano se sono del sagittario o della bilancia... come mi chiedessero il segno zodiacale, insomma.

Essere buddhista per me ha significato tante cose e tutte diverse. Se penso a cosa pensavo dieci anni fa è molto diverso da quello che penso oggi. Le motivazioni cambiano nel tempo, perché le motivazioni sono fatte di tempo. E' il nostro passato che chiede risoluzione, il nostro futuro che chiede appagamento...

Potrei dire che significa vivere certi valori ogni giorno, ogni momento (se ci si riesce) e fra quei valori riconosco i precetti, la consapevolezza, la compassione, la responsabilità. Ma mi rendo conto che è dare dei nomi ad un Unica Cosa che siamo nel profondo e che non ha nomi.

Però non puoi mica rispondere così a chiunque.. :-))

Ciao a tutti,
Annie

Iacopo
Inviato il 11/12/2009 21.19.34
  ..Ma mi rendo conto che è dare dei nomi ad un Unica Cosa che siamo nel profondo e che non ha nomi.

Però non puoi mica rispondere così a chiunque.. :-))
______________________________________________________________

mi sembra proprio una buona risposta
perché non la si può dare a chiunque ?

Iacopo


Poetyca
Inviato il 11/12/2009 22.05.11
 
CITAZIONE (casualmente del 10/12/2009 21.30.50):

Scusami,
ma secondo te
cosa significa esattamente
"essere buddhisti"?

Tu sei buddhista?



"Tu sei buddhista?"

Chi sono io per saperlo o per dirlo?

Sicuramente non lo solo sopratutto perché non so soddisfare la tua curiosità,
magari tu sai meglio di me cosa significhi essere buddhisti, spero tu sia autorizzato a dircelo.



No, non sono buddhista, perché non vivo il bisogno di etichette per essere inglobata nella mente di chi cerca riferimenti per capire.


In fondo non capirebbe comunque...


Cerco il silenzio e l'armonia, provo ad ascoltare in profondità senza percepirmi separata e senza separare nulla.

Vivo come sono semplicemente, seguo l'attimo come meglio posso, condivido il mio sentire
senza per questo attendermi nulla, seguo la corrente e faccio del mio meglio per non nuocere a me stessa e agli altri.

" L'unica differenza tra un illuminato ed un uomo comune è che il primo sa di esserlo,
mentre il secondo non lo sa."

Hùi - Neng


Un sorriso
Daniela

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